MUSICA SPETTACOLO

Claudio Fasoli torna a Taranto: “Il jazz è un privilegio: in Italia in tanti pensano che la musica sia solo quella di Baglioni”

MATTEO SCHINAIA
Scritto da MATTEO SCHINAIA

Per tanti appassionati italiani del genere, Claudio Fasoli è il jazz. Sassofonista, compositore: in sintesi, un autentico maestro di musica. Giunto alla popolarità col quintetto “Perigeo” negli anni ’70, dopo lo scioglimento del gruppo collaborò con musicisti della scena internazionale come Bobo Stenson, Henri Texier, Mick Goodrick, Lee Konitz, Jean-François Jenny Clark, Aldo Romano, Ken Wheeler, Bill Elgart, Manfred Schoof, Michel Pilz, Palle Danielsson, Tony Oxley, Dave Holland girando praticamente tutto il globo. Anche direttore artistico del Festival di Padova dal 2003 al 2010, conduce seminari e corsi di jazz in tutta Italia e all’estero.  E’ stato inoltre nominato ”Artista dell’ anno 2017” dalla prestigiosa rivista Musica Jazz.

Maestro Claudio Fasoli, ben arrivato sulle pagine di TarantoEventi.it. Partiamo dall’attualità: grande due  giorni di musica con lei protagonista. Alle 16 di venerdì 9 marzo alle 16 una masterclass di jazz con gli allievi della Francisco Tarrega Music Academy a Talsano e sabato 10, in prima serata, un live concert nell’ambito della rassegna “Jazz and Friends” curata da Jonio Jazz presso Tenuta del Barco di Eméra a Marina di Lizzano. Come nascono invito e partecipazione a questi eventi?

Nascono dall’amicizia e dalla stima reciproca col maestro Paolo Bonvissuto, con cui ho già suonato in diverse occasioni. Non potevo dirgli di no: lo conosco da dieci anni, è un ottimo musicista. Preciso subito che la masterclass non è rivolta esclusivamente a coloro che si approcciano al sassofono, ma è aperta a tutti quelli che vogliono parlare di musica. Mi auguro che i discenti portino con sé una piccola valigia piena di domande e curiosità, sarà piacevole per me condividere con loro questa esperienza e cercare di rispondere a tutti. Difatti, non porterò a Taranto una “lezione magistrale” già pronta: voglio che siano gli studenti a portarla avanti con me, parlando di jazz e… dintorni.
Sull’evento serale posso anticipare che si tratterà di una jam session col maestro Bonvissuto e con musicisti con cui ho il piacere di suonare per la prima volta, come Camillo Pace e Marcello Nisi: suoneremo i miei brani più alcune integrazioni.

Lei è stato direttore artistico per anni del Festival di Padova, ha fondato corsi di jazz a Milano, tenuto seminari internazionali un po’ ovunque: è un’icona del jazz in Italia. Le riporto una frase estratta dall’album Roxy & Elsewhere di Frank Zappa del 1974: “Il jazz non è morto, ha solo un odore un po’ curioso”. A distanza di oltre quarant’anni, come sta il jazz e quest’odore è sempre “un po’ curioso”?

(Sorride, ndr). Il jazz è un privilegio, partiamo da questo presupposto. E’ un’ambizione per ogni musicista che si vuole mettere alla prova, ha dei connotati sicuramente diversi rispetto, ad esempio, alla musica classica. E’ di un altro pianeta, mi verrebbe da dire. E lo dice un grande amante della musica classica, lo sanno tutti. Il jazz è morto, dicono in tanti? Dipende da noi musicisti: in Italia e nel mondo ci sono tanti musicisti che fanno ottimo jazz. E’ vero, di Miles Davis, Louis Armstrong, Duke Ellington e John Coltrane non ne faranno più, ma questi e non solo hanno lasciato un’eredità tale da durare in eterno.

Secondo lei c’è poca attenzione a livello mediatico in Italia per questo genere musicale?

Il jazz è sempre di moda, ma non tutti se ne accorgono. In Italia in tanti pensano che la musica sia solo quella di Baglioni, artista straordinario che tra l’altro conosco personalmente e che stimo. La realtà è lontana anni luce. Mi dispiace notare poca attenzione da parte di tv e radio nei confronti della musica jazz e di quella classica. Per tanti giovani il jazz è sconosciuto e un linguaggio che non si conosce non si può di certo apprezzare.

Claudio Fasoli e Taranto: un storia lunga oltre quarant’anni.

Ho suonato diverse volte qui, anche in provincia come a Manduria e Martina Franca: sono sempre state esperienze bellissime. Ma ricordo con affetto la prima volta a Taranto nel 1974 con i Perigeo, durante un tour europeo: un evento accolto con entusiasmo ed affetto da migliaia di persone. Tornare qui è sempre qualcosa di meraviglioso.




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MATTEO SCHINAIA

MATTEO SCHINAIA

Direttore responsabile di TarantoEventi.it, informa su TuttoSportTaranto.com dal 2009. Dottore in Scienze della Comunicazione, con un master come Addetto Ufficio Stampa. Giornalista pubblicista, scrittore, autore e presentatore televisivo. Nel 2013 è stato premiato come miglior presentatore tv nel "The best of" di All Sport Magazine e nel 2015 insignito del Premio Atleta di Taranto "come riconoscimento per l'ottimo servizio giornalistico reso agli sport cittadini".