SPETTACOLO TEATRO

“U monache indr o litte”, che successo. Strippoli: “Scarpetta è il mio idolo insieme a Totò”

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di Alessio Petralla

Una divertentissima commedia quella andata in scena venerdì 3 agosto presso il teatro all’aperto della Villa Peripato di Taranto: la compagnia “I Delfini” con la regia del Professor Pasquale Strippoli, di fatto, ha portato in scena per la quinta volta “U monache indr o litte” di Scarpetta.

LA TRAMA: i coniugi Felice Sciosciammocca e Amalia figlia di una pertusara litigano in continuazione, per motivi spesso anche banali come ad esempio una banda che suona alle prime ore del mattino disturbando il sonno di lui. Dopo tante vicissitudini i due non resistono più e convocano i rispettivi avvocati: quello di lei dislessico, quello di lui balanzoniano. Oltre a queste situazioni, a contornare la commedia, ci si mette anche la vendita della casa che complica ulteriormente la vicenda: un viveur cercherà in tutti i modi di parcheggiare la sua amante, una giovane ballerina, nell’appartamento dei coniugi… Occhio alla moglie gelosa che gli metterà i bastoni tra le ruote. Da non dimenticare il ruolo del maggiordomo e della badante pettegoli e imbranati. Tutto finirà in un’aula di tribunale con un bel lieto fine…

IL CAST: Serena Montorsi, Antonello Eramo, Giampiero Ruggiero, Vita Mascaretti, Titty Marzio, Roberto Iudici, Carmine Mariella, Marta D’Ippolito, Maria Rosaria Mascaretti, Egidio Ciullo, Micael Calò, Paolo Carucci e Luca Chianura, Lucio Latanza. A commentare questa bella commedia di Scarpetta, rivisitata in dialetto tarantino è il regista della compagnia teatrale “I Delfini” che, a Taranto Eventi, attacca esaminando la figura del famosissimo commediografo Scarpetta: “Scarpetta ha rappresentato le migliori commedie in dialetto napoletano e altre di autori francesi molto famosi: da questi ne ha colto il meglio. Lo amo tanto e assieme a Totò è il mio idolo. Ha saputo dare la spinta al figlio Eduardo De Filippo che poi ha interpretato anche scene drammatiche”.

“U MONACHE INDR O LITTE”: “L’abbiamo già portata in scena al “Tarentum” e al “Turoldo” e questa è stata la quinta replica. Il riscontro da parte del pubblico c’è sempre. Ci tengo a sottolineare che venerdì sera ha debuttato, nel ruolo dell’avvocato, Lucio Latanza che è stato bravissimo e che ha dovuto imparare la sua parte in pochissimo tempo. Merita un grosso applauso”.

PROGETTI FUTURI: “Quest’inverno porteremo in scena “Il medico dei pazzi” che abbiamo anticipato in un’occasione per Lino Conte: era solo un assaggio… Poi interpreteremo “L’importanza di chiamarsi Alfredo” di Oscar Wilde”.

I DELFINI: “Questa compagnia è nata nel 1990 quando riunii alcuni miei studenti del Righi che sono cresciuti ottenendo successi. I “Delfini” sono cresciuti, negli anni, inserendo gente che ama il teatro. Devo dire che i risultati si vedono.




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