RECENSIONI

TONIO PARISI E L’ARTE DI ESSERE INDIMENTICABILE

STEFANO ZIZZI
Scritto da STEFANO ZIZZI

Già mi vedevo a godermi da dentro l’acqua il concerto per Torino Parisi, che si doveva tenere su viale Del Tramonto; invece no. L’allarme terrorismo ha inasprito le leggi sulla sicurezza durante gli eventi di massa, aumentando drasticamente i costi che occorrono per organizzare un concerto come quello di ieri sera che, quindi, si è trasferito “al volo” all’Open Theatre di Talsano, gentilmente messo a disposizione dalla famiglia Manco.

Tonio Parisi aveva 51 anni quando due mesi fa ha salutato questa vita. Mezzo secolo passato tra fare musica e fare lo scemo, segnando irrimediabilmente la sua vita e quella di tanta gente con cui si è divertito e che oggi è rimasta orfana delle sue facce buffe, delle sue proverbiali “uscite”, della sua competenza e qualità musicale.

Ieri sera trenta musicisti si sono riuniti per un concerto unico, cominciato col Djset di un’emozionatissimo Frankie DM e poi con la band riunita da Egidio Maggio, che ha raccontato gli esordi musicali suoi e di Tonio con un set di cinque brani tra lo strumentale ed i Police cantati per l’occasione da Marika Tisei, perchè “tutto nasce dal basso” come diceva qualcuno. Graditissima l’incursione di Gisberto Nicoletti, anche e sopratutto in ricordo di suo fratello Domenico, altro grandissimo musicista.

Sullo schermo passano foto di Tonio e con Tonio, che a scegliere la più brutta si faceva fatica ma che hanno strappato a moltissimi più di un sorriso, di quelli rabbiosi, però.

Hanno presentato la serata Mauro Pulpito e Fabiano Marti, quest’ultimo anche cugino di Parisi. Due veri e propri debosciati, come direbbe mia madre; il loro solito modo scanzonato ed irriverente di condurre le serate è stato il fil rouge di tutta la serata, piena di buona musica e di scemenza, tanta.

Non è stato da meno il M° Domenico Longo, direttore d’orchestra in tutto il mondo, grandissimo pianista e voce calda e struggente, ma che in quanto “studicaria” non è secondo a nessuno. Il suo pianoforte ha poi lasciato il passo agli anni novanta degli Art Studio, con Adriano Albarella alla chitarra, Walter Di Stefano al basso, Fabio Lanese alle tastiere (instancabile coordinatore tecnico dell’intera serata), il mitico Gianni Caloro al pianoforte, Pasquale Angelini alla batteria (special guest, of course), il grande Gianni Binetti al sax e Franco Cosa, frontman di una band che ha girato l’Italia portando il funky cazzaro in tutti i luoghi ed in tutti laghi.

Ovvio e naturale il passaggio di testimone tra Franco e suo figlio Cristiano Cosa, che, tra Michael Jackson e Coldplay ha messo il suo indiscutibile talento al servizio della serata, in cui i ricordi sono stati sempre divertenti, frizzanti e mai melanconici, eccezion fatta per la parentesi musicale di Massimiliano Voccoli, che ci ha commosso per un motivo che vale molto di più di 100 lire…

Il Djset di Angelo Tisei è stato un filo diretto tra lui ed il suo amico, con omaggi e riferimenti che certamente hanno fatto piacere a Tonio.

Direttamente dalla murgia barese, sono arrivati i fratelli Rosini, amici di musica da ben prima che il talento di Mario fosse riconosciuto a livello internazionale; da brividi, come sempre, il duetto con Gianni, altro pianista e cantante di spessore altissimo e con una personalità che non sai mai se vuoi abbracciarlo o sparargli. Strepitosi.

E’ stato poi il turno di Nicky Pezzolla con i suoi “spaghetti brothers”, e per un momento lo swing si è impossessato della serata, prima di calare il sipario su una serata straordinaria.

Il finale di una serata cosi piena di significato e di musicisti, non poteva che essere articolato; salgono prima sul palco i Vasconnessi, di cui Tonio Parisi è stato il batterista degli ultimi 5 anni, poi si è ricomposta l’ultima formazione degli Art Studio di cui la cantante era Cinzia Mancino, moglie di Tonio, che ha voluto fortemente la serata e che ha cantato e regalato a suo marito “Gudist Night”, un pezzo da ballare ma che per loro due è una dichiarazione di amore infinita…

Eccoli, finalmente, tutti sul palco. Trenta musicisti e trenta palloncini bianchi. “Heal the world” è stato il brano scelto per salutare tutti, dopo una serata perfetta, realizzata anche e sopratutto grazie alle professionalità che si sono adoperate gratuitamente per rendere omaggio a Tonio Parisi: Pierluigi Provinciali per il service audio, Francesco Cinefra per il generatore di corrente ed Angelo Lapesa per il comparto video. Senza dimenticare di citare Enzo Greco, “faccia di gomma” per tutti noi, presenza ed anima dalla quale non si poteva prescindere e che ieri sera ha faticato molto più del consueto per intrattenere le relazioni sociali che il suo mestiere di ristoratore gli impone. E’ stato ad un angolo tutta la sera, a farsi “un viaggio mentale pazzesco”, e non ho dubbi che sia stato bellissimo.

Io ho avuto la fortuna di crescere musicalmente in mezzo a questa gente, che mi ha insegnato nel tempo il gusto musicale, l’importanza di rendere omaggio al palco sul quale si sale, a non privarmi mai dell’ironia, nemmeno in contesti in cui il protocollo prevederebbe un atteggiamento composto. Ma composti, noi, non lo siamo quasi mai.

Personalmente, ancora una volta, ringrazio tutti quanti loro, singolarmente, per quello che mi hanno insegnato, seppur in maniera indiretta o involontaria. Anche ieri, come in centinaia di occasioni negli ultimi venticinque anni, sono arrivato sul “luogo del delitto” ben prima che si cominciasse a provare, per gustarmi ogni momento di un evento che ha avuto dell’incredibile: tanta gente, tanti musicisti e professionisti, per una sera hanno messo da parte la competizione e le piccole frizioni superficiali che caratterizzano ogni ambiente in cui c’è concorrenza. Tutti uniti verso una sola direzione, ovvero quello di dimostrare a Martina quanto è stato importante suo papà per tutti coloro i quali hanno aderito all’iniziativa, sul palco e tra il numeroso pubblico.

E quando i palloncini bianchi sono volati in cielo, più di qualcuno si è chiesto: ma dove vanno a finire i palloncini quando volano in cielo? Ci sono domande che non necessitano di risposte e ci sono delle ingiustizie che non hanno bisogno di essere “vendicate”.

Alcune culture festeggiano il passaggio a miglior vita di un uomo. Questa festa è per Tonio Parisi.

FOTO DI AURELIO CASTELLANETA

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Bio

STEFANO ZIZZI

STEFANO ZIZZI

Tarantino dal 1978, attore dal 2002, scrittore dal 2010. Presidente dell'Associazione culturale "ET2002" - Essere Tarantini Sempre, editrice di questo progetto editoriale. Un teatro da abitare, una donna da amare, lo stomaco per vivere, uno strumento da saper suonare, 100 euro al giorno... e poi sarà il migliore!